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I protagonisti della battaglia

I protagonisti della Lega Santa

Filippo II di Spagna
Filippo II era il figlio di Carlo V del Sacro Romano Impero e Isabella d'Aviz del Portogallo. Nacque a Valladolid in Spagna nel 1527. Trascorse i primi 12 anni della sua vita a Castiglia, sotto la sorveglianza della madre. Per questo motivo si riteneva più Spagnolo che Tedesco, sentimento che successivamente ricadde negativamente sulla gestione del Sacro Romano Impero. Filippo ricevette una educazione notevole. Carlo V notando le sue capacità decise di nominarlo viceré di Spagna nel 1543. In questo modo all'età di 16 anni Filippo si ritrovò a governare il più grande regno dell'epoca, con possedimenti in tutti i continenti allora conosciuti. Nel 1554 Filippo sposò la trentasettenne Maria I d'Inghilterra. Si trattò di una mossa palesemente politica che portò in breve tempo all'unione delle due dinastie fino alla morte di Maria nel 1558. Nel 1555 Filippo fu obbligato a rinunciare alla successione al trono del Sacro Romano Impero a causa dell'opposizione del suo zio Ferdinando, eletto Re dei Romani nel 1531, che mirava a mantenere il titolo d'imperatore per il suo figlio Massimiliano. Tuttavia Carlo V assicurò che suo figlio gli sarebbe successo come Sovrano dei Paesi Bassi, dove infatti Filippo risiedette durante i primi anni del suo regno. Nonostante agisse come monarca assoluto, il suo potere era limitato in maniera crescente dalla burocrazia di palazzo e da alcune rivolte occasionali come quella dei Mauritani di Granada nel 1569 che terminò con la dispersione dei ribelli in altre regioni. Il soprannome di Filippo, “il Prudente”, non corrispondeva alla politica finanziaria durante il suo regno che portò quattro volte al fallimento la Spagna. Nonostante ciò, il regno di Filippo II fu anche il periodo della maggiore espansione del potere della Spagna nella scena internazionale e in termini territoriali.
Papa Pio V
Papa Pio V, nato da Antonio Ghislieri, apparteneva all'Ordine dei Frati Predicatori (domenicani) fatto determinante per la politica che adottò successivamente. Nacque nel 1504 nei pressi di Milano e nel 1518 divenne monaco all'età di 14 anni. Nel 1528 ricevette l'ordinazione presbiterale e iniziò la carriera ecclesiastica. Le sue opinioni rispetto alla limitazione della laicità e le spese dei preti crearono grande fastidio. Tuttavia nel 1566, alla morte inaspettata del Pio IV, fu eletto Papa con il nome Pio V. Durante i sei anni della sua breve permanenza in carica, conseguì molti obbiettivi: organizzò la Controriforma, mise a segno colpi decisivi contro i riformisti ugonotti in Francia, limitò le spese del clero, impose un rituale specifico nella liturgia cattolica e, in generale, applicò con fermezza le decisioni del Concilio di Trento, di cui uno degli ideatori. Nel 1571, dopo la caduta di Cipro nelle mani degli Ottomani, promosse la ripresa della Lega Santa che era rimasta latente sin dalla battaglia di Prevesa nel 1538 e attivò la coalizione delle forze occidentali che portò alla vittoriosa battaglia di Lepanto. Morì l'anno successivo, nel 1572, e fu santificato dalla Chiesa Cattolica.
Don Giovanni d'Austria
Figlio illegittimo di Carlo V d'Asburgo e fratellastro del Filippo II, don Giovanni nacque nel 1547. Sua madre lavorava come cantante e apparteneva alla classe media cittadina; Carlo V fece in modo che Giovanni si allontanasse presto da lei. Si dice che il Re avesse un debole affettivo per Giovanni per cui lo volle presso di lui nell'ultimo anno di vita. Dopo la morte di Carlo V, Filippo II rivelò a Giovanni che era figlio dell'imperatore, lo fece membro della corte e gli diede una rendita importante. Carlo desiderava che suo figlio intraprendesse la carriera ecclesiastica, tuttavia Giovanni presto preferì il settore militare. Nel 1565 partecipò nella campagna spagnola che rinforzò la difesa di Malta contro gli Ottomani. Nel 1568, all'età di 21 anni, Filippo II lo nominò capo generale della flotta e responsabile dell'esercito. Ebbe un importante ruolo nella campagna contro i Mauritani in rivolta a Granada. Al suo rientro trovò pronta la compagine facente parte della Lega Santa destinata a difendere Cipro. Don Giovanni fu designato capo di tutte le forze cristiane e l'esito positivo della battaglia di Lepanto può essere considerato un merito personale.
 
 
Agostino Barbarigo
Agostino Barbarigo era un nobile di Venezia e proveniva da una delle grandi famiglie veneziane. Il suo omonimo antenato fu il settantaquattresimo doge di Venezia nel periodo di massimo splendore; inoltre durante il suo ducato Cipro e altri possedimenti al Mediterraneo orientale vennero annessi a Venezia. Prima della battaglia di Lepanto, Barbarigo era scettico circa lo scontro frontale con la flotta ottomana. Le galee sotto il suo comando combatterono con le galeotte ottomane della parte sinistra dello schieramento e durante lo scontro egli perse la vita coraggiosamente.
 
Sebastiano Venier
Sebastiano Venier o Veniero nacque a Venezia nel 1496. La sua famiglia aveva legami con la Grecia e in particolare con Citera giacché parenti e antenati furono arconti dell'isola. Operò come avvocato e ricoprì diverse cariche amministrative nella Repubblica di Venezia. Nel 1570 divenne “procuratore” e, in vista del nuovo scontro con l'Impero ottomano per il possedimento di Cipro, fu nominato dalla Serenissima Capitano Generale della flotta, grado che conservò anche nella battaglia di Lepanto. La vittoria gli donò grande popolarità. Nel 1577 fu eletto doge e morì un anno dopo, nel 1578, all'età di 82 anni.
 
Marc' Antonio Colonna
Era originario di una delle famiglie più eminenti del Lazio che durante il XVI secolo fu sotto il controllo dal Papa e del regno di Sicilia di dominio spagnolo. Nella guerra contro Siena (1553-1554) fu comandante dell'esercito spagnolo. Dopo la costituzione della Lega Santa nel 1570 per lo scontro con gli Ottomani, venne nominato capitano generale della flotta pontificia, mentre don Giovanni d'Austria lo nominò Capitano generale della coalizione occidentali. Al ritorno dalla battaglia ricevette onori ancora più alti: fu riconfermato capitano della flotta pontificia e, nel 1577, Filippo II lo nominò vicerè della Sicilia. Morì nel 1584.
 
Giovanni Andrea (Gianandrea) Doria
Era il nipote e figliastro di Andrea Doria, il principe e ammiraglio Genovese che diresse le forze della Casa d'Asburgo dell'impero di Carlo V e le forze navali della Lega Santa durante la disastrosa battaglia di Prevesa nel 1538. Egli ereditò dallo zio il titolo di Principe di Melfi. Doria assunse il grado di ammiraglio di Genova nel 1556. Nel 1560 combatté il Piyalè Pascià nella battaglia presso l'isola di Djerba che si concluse con la vittoria di Piyalè e la rioccupazione di Tunisi. Nella battaglia di Lepanto, nonostante l'opposizione da parte dei Veneziani, fu designato comandante del lato destro della flotta alleata.
 
Miguel de Cervantes
Pur essendo un semplice soldato durante la battaglia di Lepanto, Miguel de Cervantes merita una menzione particolare essendo stato uno dei più importanti scrittori spagnoli della storia. Inoltre nella sua famosa opera “don Chisciotte della Mancia” vi sono preziose informazioni rispetto la battaglia di Lepanto. Nacque nel 1547 a Alcalà de Henares, una piccola città a circa 15 miglia da Madrid. I suoi genitori, uniti in un matrimonio d'interesse, furono costretti a viaggiare spesso. Egli decise di seguire per un breve periodo di tempo la carriera avventurosa del soldato e nel 1570si arruolò nella marina spagnola. Rimase inattivo fino al 1571 quando si imbarcò sulla galea Marquesa diretta al Mar Ionio e a Lepanto. Nel giorno della battaglia, pur essendo febbricitante, rifiutò di rimanere a letto e salì sul ponte per combattere. Fu molto coraggioso ferendosi due volte al petto e alla mano sinistra perdendone l'uso. Dopo la degenza di 6 mesi continuò a lavorare per la marina come messaggero finchè la nave sulla quale era imbarcato cadde nelle mani di pirati algerini. Cervantes trascorse circa cinque anni come schiavo in Algeri e alla fine fu liberato grazie al pagamento del riscatto con i fondi raccolti dai suoi genitori e l'Ordine della Santissima Trinità. Le sue esperienze durante la permanenza in Algeri gli offrirono materia prima per la scrittura del suo capolavoro, il don Chisciotte. Egli, riferendosi alla mano sinistra che era storpia, diceva spesso che questa “si guastò per glorificare la mano destra”.
 

I protagonisti degli Ottomani

Selim II
Selim II era il terzo figlio di Solimano il Magnifico e di Huremm Sultan (o Roksolana), di origine ucraina. Selim fu nominato XI sultano dell'Impero ottomano e XC Califfo dell'Islam nel 1566. Visto che, non essendo il primogenito, non era destinato per diventare il successore di Solimano, fu cresciuto nell'harem divenendo amante dell'alcol e della vita dissoluta. Per questo motivo il suo sopranome fu "l'Ubriacone". Il governo dell'impero fu sostanzialmente affidato al capacissimo Gran visir Sokollu Mehmed Pascià. Tuttavia Selim aveva buone capacità strategiche e pianificò alcune campagne militari, come la rioccupazione dello Yemen, l'occupazione di Cipro e la campagna in Tunisia (terminata pochi mesi dopo la sua morte nel 1574), che determinarono la massima espansione dell'impero ottomano. Diversamente, la campagna in Russia fu un fallimento totale, mentre a Lepanto la flotta ottomana fu distrutta. Al livello politico gli si attribuisce il Trattato di Costantinopoli con la Casa d'Asburgo nel 1568. La sua morte accidentale avvenne a causa di una caduta nei locali da bagno mentre si trovava in stato di ebbrezza.
Muezzinzade Ali Pasha
Come implica il nome, Muezzinzande Alì Pascià era il figlio del muezzin che salmodiava nella moschea accanto al Serai (N.d.T.: il Palazzo musulmano). Egli sostituiva spesso il padre e grazie al dolce suono della sua voce, entrò nelle simpatie di Selim II e del suo harem che lo crebbe. Quando Selim successe al padre diede una delle sue figlie in sposa a Muezzinzande che fu promosso a Capudan Pascià (N.d.T.: capitano della flotta). Durante la campagna per l'occupazione di Cipro nel 1570 Muezzinzande Alì Pascià era al comando della flotta. Dopo aver sbarcato l'ultima forza terrestre si diresse verso Creta e il Peloponneso per intercettare gli eventuali tentativi delle forze occidentali di mandare rinforzi a Cipro. Selim II lo designò nuovamente comandante della flotta per la battaglia di Lepanto. Inoltre gli diede uno stendardo dove erano cucite con filo dorato i versi del Corano. Durante la battaglia, la nave ammiraglia “Sultana” si trovò dinanzi alla nave ammiraglia nemica, “La Reàl”. Alì Pascià fu colpito alla testa da una pallotolla e morì. La sua morte fu cruciale per l'esito della battaglia a scapito degli Ottomani.
 
Ουλούτς Αλί (UluçAli )
Uluç Alì Pascià, conosciuto anche come Uluç Ali Reis e Kiliç Ali Pascià dalle fonti ottomane, e come Occhiali da alcune fonti occidentali, fu una figura romanzata della storia ottomana. Nacque nel 1519 in Calabria e il suo vero nome era Giovanni Dionigi Galeni. Era figlio di un marinaio e suo padre lo incoraggiò a seguire la carriera ecclesiastica; tuttavia egli fu catturato da Alì Ahmed, uno dei corsari che collaboravano con Khayr al-Din Barbarossa. Servì per vari anni come rematore nelle galee, finchè fu convertito all'Islam e divenne egli stesso corsaro. In un breve periodo di tempo controllava gia la gran parte delle coste settentrionali dell'Africa e unì le proprie forze con Turghut Reis che era “lo spauracchio” dell'Africa settentrionale e il Bey di Tripoli. Durante l'asseddio di Malta, quando fu ucciso l'ammiraglio Turghut Reiss, il Capudan Piyale Pascià nominò Uluç Alì comadante della flotta ottomana. Successivamente assunse anche il titolo di Pascià d'Algeri nel 1568. Nel 1571 si diresse verso Methoni (Modone) e Koroni allo scoppo di unire le sue forze con quelle di Muezzinzade Ali Pascià, che lo nominò comandante del lato sinistro della flotta durante la battaglia di Lepanto. Era l'unico ammiraglio della flotta ottomana che riuscì a mantenere le sue navi in ordine. Tornò a Costantinopoli con 87 navi e offrì in dono a Selim II lo stendardo dei Cavalieri di Malta che aveva preso. Questi gli diede sia il titolo onorario di “Kiliç”, ovvero spada, sia il titolo di Capudan Pascià (ammiraglio della flotta) e di Beylerbeyi delle isole. Morì nel 1587 a Costantinopoli e fu sepolto nell'attuale quartiere di Tophane, nella moschea costiera di Kılıç Ali Pascià (una delle ultime opere dell'architetto Mimar Sinan).
 
Mehmed Pertev Pasha
Era di origine albanese e ascese velocemente alle cariche pubbliche dell'amministrazione ottomana. Prese la carica del Beylerbeyi di Rumeli nel 1554 quando il suo amico Sokollu Mehmed Pascià aumentò i propri gradi gerarchici. Mehmed Pertev divenne comandante generale delle forze navali degli Ottomani durante l'assedio di Cipro nel 1570 e unì le proprie forze con quelle di Muezzinzade Ali Pascià nella battaglia di Lepanto.

Mehmed Suluk Pasha
Conosciuto anche come “Scirocco”, Mehmed Suluk era il Bey di Alessandria ai tempi della battaglia di Lepanto. Si arruolò nell'esercito ottomano all'età di 18 anni e percorse una brillante carriera di soldato. Per quanto riguarda il settore navale partecipò all'assedio di Malta, alle campagne per l'occupazione di Cipro e fu uno dei comandanti che rimasero a Cipro durante l'assedio di Famagosta. A Lepanto comandò lo scheramento destro della flotta ottomana, tuttavia non riuscì a respingere i Veneziani che gli erano di fronte e fu seriamente ferito. Riuscì a fuggire ma i Veneziani lo inseguirono e in fine lo catturarono. Egli chiese che le sue sofferenze avessero fine e un ufficiale Veneziano compì l'esecuzione.